Giornate placide, quasi stanche, quelle delle feste; nel mondo dei blog tutto tace, i blogger sono in ferie - quasi a dire che scrivere un diario on line è diventato un lavoro - e chi è più intelligente si sta godendo la serenità e la pacificità delle città svuotate nel giorno di pasquetta, visto che il resto del mondo ha pensato bene di muoversi verso il mare ( tempo permettendo ) o le campagne per una giornata all'insegna dell'aria aperta, del relax e della piacevole compagnia degli amici. E' per questo motivo che i baresi, incerti fino all'ultimo istante sulla meta da raggiungere, si organizzano quantomeno per le partenze intelligenti all'alba, ritrovandosi come sempre verso le 10 imbottigliati nel traffico della statale, dato che per un motivo o per un altro c'è sempre qualche ritardo sulla tabella di marcia. Ed è così che tutta la mattinata di questo particolare lunedì la si passa chiusi nelle scatolette che si muovono a passo d'uomo; ma noi no, siamo più furbi, conosciamo le strade interne e svicoliamo per paesi lasciando indietro tutti: ADDIO SCHIAPPE !
Ciò che mi ha sempre stupito della gente è la caparbietà nel perseguire quello che si è messa in testa: si va fuori per un picnic e, anche se non c'è un posto preciso in cui fermarsi, un angolo di strada o un fazzoletto di terra è ottimo per tirare fuori tavolini, sedie, eventualmente un ombrellone per ripararsi dal sole e tutto il resto delle vettovaglie. A queste latitudini poi sono immancabili le teglie di pasta al forno e riso patate e cozze ( siamo capaci di questi teatrini anche in pieno agosto sulla spiaggia ! ) e la proprietà privata non è più un limite, si scavalcano cancelli, muretti alla conquista del proprio angolo di pace; nel caso sopraggiungano i proprietari del campo, questi stessi devono quasi chiedere scusa per l'intromissione ed il disturbo, tanto tempo qualche ora e gli occupanti raccoglieranno le loro cose e faranno bene attenzione a lasciare i loro rifiuti esattamente lì dove hanno sostato. E dopo ci meravigliamo che in Italia c'è ancora qualcuno che ci chiama "terroni".