E' da un po' di giorni che mi arrovello per capire quali possano esser i temi dei miei post che possano attirare l'attenzione di coloro che passano casualmente da questo blog e li convincano a fermarsi e a commentare; poi per una serie di coincidenze mi sono imbattuta in un articolo dell'ultimo numero di VF su un tale Lewis Wingrove, inglese trasferitosi in Francia che in un anno ha deciso di frequentare una donna alla settimana incontrandole prima in internet e poi dal vivo e nel contempo ha scritto un blog "schedando ogni donna, ogni particolare anatomico ( seni abbondanti o minuti, sederi piatti o perfetti, modelli di lingerie usata), assegnando voti a ogni incontro e a ogni performance (con un originale indice « Chupa Queen » per valutare l'abilità nel sesso orale )" ed ora è anche uscito il suo libro "Me la dai la mail?"; poche ore dopo incontro nimroth, il quale mi fa leggere un titolo de La Stampa su un blog di quattro ragazze padovane in cui raccontano le loro avventure sessuali e non, dipingendo in maniera ironica la vita della loro città e dei loro amanti. Oggi ritrovo l'articolo sul Corriere della sera e scopro che le quattro ragazze non sono proprio in erba e inizio ad esaminare il fenomeno un po' più accuratamente. Ho capito che la cultura non paga, non serve parlare di politica, non serve parlare di libri o cinema, il popolo italiano e non, gradisce argomenti nazional-popolari come sesso e televisione e nient'altro. Colui che torna a casa dopo una giornata snervante di lavoro e si mette in rete, ha voglia di svagarsi e cosa c'è di meglio se non andare a leggere racconti erotici di sconosciuti regalandosi spaccati di vita reale? Oppure parlare di argomenti futili come i programmi in televisione e in particolare analizzare tutto ciò che succede in quelli più trash? Siamo tutti così morbosi e assatanati, inebetiti dalla tv, vogliosi di spiare e confrontarci con altre persone.
Dal mio canto posso dire che anch'io ne avrei di episodi da raccontare, ho vissuto con altre ragazze per anni da sole in casa e alcune di loro erano molto disinibite ( il termine rispolverato dalle padovane del "trombamico" era stato già coniato svariati anni fa dalla mia amica con "scopamico" ), ma preferisco lasciare i racconti sotto le lenzuola nella camera da letto e occuparmi anche di altro. E ho anche capito che le padovane sono più estroverse, da queste parti non so quante avrebbero associato anche le foto dei volti togliendosi dall'anonimato; il loro modello è Sex & the City, al giorno d'oggi lo è un po' di tutte le ragazze della mia generazione e oltre, ma io non me lo sognerei neanche di identificarmi in Samantha, e poi con tutta questa libertà sessuale sbandierata anche dopo i 30, ragazze mie non lamentatevi se vi ritrovate alla soglia dei 40 con il desiderio di avere dei figli e non riuscite a concepirli e rompete le scatole con la fecondazione assistita. Ma qualcuno ha calcolato i danni dei poveri bambini che quando avranno 20 anni si ritroveranno con dei nonni al posto dei genitori e con tutti i problemi che ne conseguono? E poi dopo gli -anta chi ce l'ha ancora la forza di passare notti insonni con un pargolo in fasce?!? Ribadisco che per me c'è un tempo per tutto, i 20 per le sperimentazioni in campo sessuale, ai 30 l'obbiettivo dovrebbe essere un po' più alto del "Cerco l'uomo in Porsche che mi sposi e mi mantenga".