Devo ammettere che il primo impatto è stato sicuramente buono, ho avuto tempo una settimana per pentirmi della fretta con cui ho giudicato... a partire dal tempo infelice: credo di aver dimenticato di che colore sia il cielo, dell' esistenza del sole e della sua luce, non so più come sia il mare, so solo che mi sveglio presto la mattina e sono immersa nella nebbia, e quando esco la sera alle 8 dal laboratorio l' unica differenza è che il cielo da grigio è diventato nero, ma la nebbia è sempre lì; se non è nebbia è pioggia, come ieri pomeriggio quando ho deciso di farmi un giro veloce sprovvista di ombrello, giustamente ha smesso nell'esatto momento in cui sono entrata in un negozio per acquistarne uno e non prima di essermi infradiciata! Comunque non è un buon segno per una umorale come me.
Segue la casa: in realtà non avrei potuto trovare migliore coinquilina, siamo solo in due, lei lavora, ci vediamo solo per cena, ma la casa è di quelle vecchie, indi per cui si può incappare in qualche inconveniente o contrattempo come venerdì mattina, quando mi sono svegliata in ritardo come al solito e precipitandomi in bagno ho trovato lo scaldabagno gocciolante e moribondo.... ahahahah, provate voi a cercare a fine settimana un idraulico tempestivo che possa risolvere il problema... e vai di docce fredde/ghiacciate fino a lunedì! Più tanti altri piccoli fastidi che non sto a raccontarvi, fatto sta che mi sento molto fantozziana in questo periodo.
Per finire col lavoro: si entra alle 9 (e io ci metto già tre quarti d'ora per arrivare) e si esce alle 8, pausa pranzo in mensa, a dir la verità ognuno potrebbe gestirsi come vuole, ma non sarei io se non ci fosse qualche sfiga di mezzo e la mia è che, sì ho trovato un tutor per la mia tesi, sì sto all' ENEA e posso usufruire di un software particolare, ma lui se ne va in pensione a dicembre e quello che in realtà è un lavoro di 5/6 mesi io lo devo concentrare in poco più di un mese, perché dopo non si sa cosa accadrà di preciso. Risultato, 5 giorni su 7 li passo rinchiusa nel laboratorio, arrivo a casa distrutta, ceno e vado a dormire, negli altri due concentro tutte le restanti cose come spesa per sopravvivere, bucati e pulizia di casa, la città non la vivo, fa solo da sfondo alla ripetitività delle mie giornate.
Situazione gruppo: siamo un po' tantini, per ora ognuno riesce ad avere un computer a testa collegato in rete. Ce n'è per tutti, laureandi, tirocinanti, dottorandi, chi più ne ha più ne metta. Mi sto ambientando, l' inserimento in un gruppo già formato ha le sue difficoltà, se fosse per me mi farei bellamente i fatti miei (non a caso sono una blogger e quindi con evidenti problemi di socializzazione, stando a quello che si legge in giro!), ma non posso, il fatto stesso di far parte di un gruppo implica la socializzazione, anche con chi a pelle non sopporto ed è inevitabile passando le intere giornate nello stesso ambiente. In fondo è passata solo una settimana, col tempo o migliora o peggiora.
Situazione salute: stato perenne di ansia, il tempo è poco, il mio tutor deve seguire troppa gente, mi mancano molti dati, dormo male, mi sento stanca e gli orari non aiutano a recuperare, credo che sia la condizione normale di chi è sotto tesi. Dopo la socializzazione forzata, il weekend divento anti-sociale per rimettere equilibrio, il blog è dato per disperso, tutti i miei amichetti fanno passi da gigante e il mio langue, ho poco tempo per aggiornarmi sulle notizie (non a caso tutti i miei ultimi post sono solo personali) e mi manca totalmente per scrivere, quindi sono di nuovo sotto disintossicazione obbligata, con la differenza che la mia droga è costantemente sotto i miei occhi, ma non posso farne uso. L' uso dei mezzi pubblici non aiuta a distendere lo stress, farsi spazio a spintoni, essere calpestati, cercare di evitare di cadere in avanti ogni volta che l' autista inchioda all' improvviso possono tenere in esercizio, ma devo ancora capire perché se un autobus all' andata passa da una piazza, non è detto che al ritorno ci ripassi nel senso inverso. Dopo essermi persa un paio di volte in quartieri periferici, ho solo capito che c' è da diffidare di tutto e di tutti, l' importante è premunirsi alla fermata di più giornali a distribuzione gratuita come City, Metro o altro per avere qualcosa da leggere nel tragitto, infilarsi l' I-pod nelle orecchie e non dare ascolto a nessuno.
Alla prossima settimana per gli aggiornamenti...