"
About me

mikadosaim - Bari, Italy

Questo blog nasce un po' per gioco e un po' per sfogo in un periodo non buono della mia vita. Sono nota per quella che comincia tante cose, ma raramente le porta a termine, per pigrizia o forse per scarsa costanza e impegno. Mi riprometto spesso di cambiare e questo è il mio punto di partenza per un viaggio che non si sa quando finirà , ma a cui chiunque può partecipare per fare insieme anche solo un pezzo di strada o volendo tutto il percorso. Scoprirete una persona sensibile, curiosa, un po' introversa e timida, ma sempre disponibile al confronto e allo scambio di opinioni. Auguro Buon Viaggio a tutti !

Chi leggo

Nuvole di parole

Post recenti
Pubblicazioni di Libero
07 novembre 2006

Vademecum per la sopravvivenza in un collegio religioso





Nella mia carriera ho frequentato un paio di istituti religiosi tenuti da Suore e probabilmente -come già detto- me ne toccherà un terzo; per questo ho preparato un vademecum per chi, come me, avrà a che fare con le nostre Sorelle, perché conoscere il nemico aiuta a prevenirlo.




Ogni collegio che si rispetti ha le sue figure caratteristiche e carismatiche, basta solo riconoscerle:

  1. Suora omoaffettiva: facilmente individuabile, fa appostamenti nei pressi dell'ascensore, nell'attesa che un nutrito gruppo di ragazze si raccolga di fronte alla porta... più si è e maggiori probabilità ci sono di stare strette e a contatto le une con le altre. Nel mio primo istituto c'era Suor Sepontina: un giorno ci confessò tra le lacrime che pianse molto quando per ordini superiori smisero di accettare ragazze interne(*) e quindi le tolsero la possibilità di poter dormire con le fanciulle in fiore; per questo motivo d'estate, quando ci si stendeva all'aria aperta sul terrazzo per prendere un po' di sole, la si vedeva aggirarsi tutta bardata per non farsi riconoscere mentre con passo fugace ci passava in rassegna ad una ad una. Nel secondo collegio c'era Suor Piera, lei perlomeno si limitava solo a braccarti nell'angusto ascensore e a strusciarsi un po'.

  2. Braccio destro della Superiora: c'è chi pensa che la più temibile sia la Superiora stessa, nulla di più errato! Bisogna temere di più il suo braccio destro. Le due di solito vanno in coppia, non si separano mai, il b.d. volentieri farebbe le scarpe alla sua Capa, ma non può e per consolarsi sfoga le sue frustrazioni sulle collegiali archittetando atroci punizioni nel caso in cui si commetta qualche errore. Sul suo volto è perennemente presente un ghigno. Facilmente riconoscibili dall'atteggiamento falso e cortese.

  3. Suora scassamaroni: è l'addetta alle collegiali, è l'unica che ha rapporti stretti con esse, deve risolvere i problemi, ricordare perennemente le regole, mettere bronci, sgridare, fare strigliate, rompere il BEEP. Il primo anno c'era Suor Rosa, insopportabile, voce stridula e petulante, piombava in camera a tutte le ore e ogni sua frase era un lamento cantilenante. Tutte la mandavano a quel paese nel vero senso della parola, io ho resistito un anno intero, ma poco prima di partire me l'ha tirato via dalla bocca, non mi sono ancora pentita. Poi ci fu Suor Bonaria, un cane rabbioso, ma di quelli che non mordono, però a cui lanceresti volentieri scarpe addosso.

  4. Portinaia: sono due, si alternano e sono le più stordite. Le mettono là perché non saprebbero far altro, devono stare all'ingresso e controllare chi entra e chi esce. Nel mio primo collegio, io ed una mia amica, senza sadismo alcuno, ne facemmo entrare in paranoia una. Dovevamo uscire prima di cena e rientrare il giorno dopo, era tutto programmato, solo che era accaduto qualche giorno prima che una nostra compagna avesse messo in allarme tutte le Suore, facendole sospettare che alla domanda "Lo sanno i tuoi genitori che stai uscendo stasera?", la nostra risposta "Siiiii, sicuro, ho appena chiamato mia mamma per dirle che vado fuori a mangiare una pizza" non fosse poi così veritiera. Così le furbe chiamarono la mamma della compagna fessa e se vale il detto "Tale madre, tale figlia", la Signora, con tutto il rispetto, cadde dalle nuvole e, anzichè sminuire l'innocua bugia, montò un casino, facendo inviperire le Sorelle che pensarono bene di metterci tutte sotto custodia. Ritornando alla sera che io e la mia amica dovevamo uscire, ci presentammo tome tome in portineria, avvisando che non avremmo fatto rientro nè per cena, nè per dormire; "Alt, io non ne so niente, avete chiesto il permesso? No, non potete uscire se prima non avete il permesso, no, io non voglio andare in prigione per colpa vostra!" intimò la povera Suora che era caduta in un evidente stato confusionale e andando avanti e indietro gracchiava il nome della Superiora perché accorresse a darle istruzioni su come comportarsi. Fummo rilasciate dopo mezz'ora, dopo aver subito un interrogatorio e non prima che fossero chiamati i nostri genitori per verificare la nostra versione... i miei erano fuori... meglio, perché erano all'oscuro di tutto.

  5. Suora economa: a lei tocca riscuotere i soldi, e non vi preoccupate che le Suore non se la passano affatto male, mediamente costano il doppio di un appartamento. Ha una faccia greve e seria, calcolatrice, impenetrabile e imperscrutabile. Diffidare sempre, consegnarle l'assegno senza guardarla troppo in faccia, si potrebbe rimanere pietrificati come con la Medusa.

  6. Suora cuoca: non regge da sola ai ritmi della cucina, per cui scordatevi di mangiare della pasta al dente e assaggiare prelibatezze. Le Suore non mangeranno mai al vostro tavolo, ma sempre in una stanza a parte per non farvi vedere che mangiano meglio di voi. Nel secondo collegio erano molto patriottiche, infatti la pasta poteva essere verde, rossa o bianca (= condita con pesto, sugo semplice o formaggio), non esistevano altre varianti, la carne o pollo o tacchino in tutte le salse, stracchino in dosi industriali... ne sono uscita nauseata e con la gastrite.

  7. Suora simpatica: per fortuna ce n'è sempre una, è buona, si fa i fatti suoi, ti sorride sempre. Nel secondo collegio era rappresentata da Suor Enrica, alta alta e mazza mazza, la chiamavamo la sigaretta per la sua fisionomia, ma era il ritratto della dolcezza!

Questo è quanto, perdonate l'eccessiva acredine, ma dovevo esorcizzare i miei mostri interiori.

(*) interna: ragazza non ancora maggiorenne che durante la settimana vive in collegio e ne frequenta la scuola.



posted by mikadosaim at 17:57 | Permalink |

[ back home ]

Comments for Vademecum per la sopravvivenza in un collegio religioso
senza nulla togliere agli altri generi, questo tipo di classificazione ti riesce molto bene e mi diverto molto...
dai racconti, ai quali spero non si aggiungano episodi contemporanei, sembra che il collegio sia una specie postribolo pieno di donne o quel che resta viziose, frustrate ma desiderose di frustate... mi è venuto in mente il nome della rosa, sarà un'associazione di idee aberrata ?!
con le suore ho avuto a che fare alle scuole elementari e ricordo anche se vagamente facce torve; ma ricordo solo il soprannome della suora incaricata di accompagnarci in bagno: Suor Pipì...
saluti...

Io ho fatto (per fortuna mia) solo tre classi del liceo dai preti e le ricordo ancora come un'incubo ( soprattutto se paragonate al ginnasio pubblico) quindi in bocca al lupo.

PS Mia madre si è fatta fino all'università in convitto dalle Orsoline a Milano e leggendo le tue descrizioni combaciano molto con i suoi racconti ... a lei era capitata una suora che volev a tutti i costi che lei "sentisse la chiamata" e si facesse suora e un'altra che tentava di concupirla

Ammazza!... con queste sette tremerebbero pure i nove Nazgul di Mordor!!

botte alle cape di pezza!

dopo 10 anni di collegio posso dire che la tua descrizione è esatterrima (itaGliano go home)

e pensa che *bello* quando braccio destro della superiora e adetta alla "guardia" delle ragazze son la stessa persona

Spassoso... Io ho fatto le elementari con una suora devo dire molto brava. Pensa che insegnava perfino agli alunni a "volare"! (...a schiaffoni, da una parte all'altra della stanza).

@nimroth: più che Il nome della rosa a me sarebbe venuto in mente Magdalene, film che non ho voluto vedere per non immedesimarmi troppo nel personaggio... Suor Pipì, delizia dell'infanzia!

@barbara: ai tempi di tua mamma doveva essere ancora più terribile! Forse per le Suore essere in età da università è troppo tardi per sentire la chiamata, per cui nessuna è arrivata a tanto con me, ma è anche vero che mi rifiutavo di andare da loro a messa la domenica, quindi avevano capito che non c'era trippa per gatti...

@frankie: forse se aggiungo due tipologie di suore, potrei dire che sono proprio loro i Nazgul!

@apologo: il solito cruento...

@fulvia: nooo, è atroce! Cioè le due più temibili in un'unica persona è da suicidio, avrei avuto gli incubi la notte, inoltre non avrei mai e poi mai potuto rispondere a tono...

@abs: grazie! I metodi educativi delle Suore sono sempre molto rigidi, devo dire che la mia "fortuna" è stata quella di non aver mai avuto a che fare con loro per motivi scolastici nè di educazione, anche se a volte il loro ruolo di mettermi a disposizione una stanza da universitaria è andato molto oltre, ma era il vecchio retaggio dell'aver avuto interne e del loro impegno non richiesto di prendersi cura di noi come se non fossimo ancora maggiorenni...

Foto

Il mio mondo

Visited Countries
My Visited Countries
Chat box

Statistiche

web hit counter
statistiche
Antipixel

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Flickr
Credits

Distributed by:
Powered by :
Powered by Blogger

Powered by FeedBurner

Creative Commons License