A lui che ci è stato portato via senza preavviso, senza che ci potessimo abituare all'idea di perderlo da un momento all'altro, senza che gli potessimo dare un' ultima razione di coccole, senza potergli dire e dare tutto l'amore che ha sempre ricevuto da questa famiglia prima dell'ultimo saluto... stava tornando a casa, quando una macchina lo ha colto di sorpresa sulla strada, neanche si è fermata. Non riempirò queste pagine di ricordi e racconti struggenti, ho già parlato di lui in un altro momento, non mi aspetto di essere capita, in pochi sanno che quando prendi con te un animale in casa diventa parte integrante della famiglia, componente a tutti gli effetti e il dolore di perderlo per un incidente è assimilabile a quello per un essere umano.
Non ho un buon rapporto con la morte, l'elaborazione del lutto è faticosa e lunga, soprattutto quando ti coglie impreparata, quando l'idea è così lontana che ti lascia spiazzata e ti sorprende priva di qualsiasi difesa. Mi sento così, inerme e dominata dalla rabbia e dalla voglia di incontrare il folle guidatore per prenderlo a pugni in faccia; certo, non me lo restituirebbe, ma l'idea che possa provare in minima parte quello che sto provando io ora, mi sarebbe di sollievo. Non credo sarò mai una buona cattolica, non so cosa sia il perdono, è una parola ancora assente nel mio vocabolario.
Ciao piccolo Ciccio, avremmo dovuto proteggerti più di quanto abbiamo fatto e non ne siamo stati capaci, perché eri un gatto ingenuo che non aveva gli strumenti per difendersi dai pericoli quotidiani, tu che ci ha rallegrato in tutti questi anni con la tua dolcezza e tenerezza, tu che sei parte di noi e della nostra storia, oggi abbiamo un vuoto in più nei nostri cuori, qualche lacrima in meno e un gran senso di colpa... grazie di tutto...
Conservo ancora questa insana abitudine, magari prima di andare al cinema, oppure se devo aspettare un treno, come oggi, e il mio stomaco langue: take away e via... la mia unica preoccupazione non è certo il valore dei trigliceridi nel mio sangue, né tantomeno la composizione della carne tritata, finché mi soddisfa "Supersize me" mi fa un baffo, quanto piuttosto il fatto che, mentre per il cibo in generale sono una pacata che mastica 30 volte un boccone prima di inghiottirlo e che mangia con estrema lentezza ( i miei commensali, ad uno ad uno, si alzano da tavola e se ne vanno, mentre io magari sono ancora al secondo piatto e loro già all'ammazzacaffè ), quando sono davanti al panino del Mac e mi accingo ad addentarlo, vengo colta da ingordigia nevrotica che mi spinge ad avventarmi su tutto e, in rapida sequenza, a dare un morso al panino, afferrare due patatine e intingerle nel ketchup, tirare un sorso di Coca e così via in loop, finché non ho finito tutto! La stessa reazione la osservo in tutti coloro che mi accompagnano, siamo come bambini che hanno patito per mesi la fame e si trovano davanti ad un piatto qualsiasi, stesso sguardo, stessa voglia di arraffare, come se da un momento all'altro ci fosse il rischio che ce lo togliessero davanti. Io non ho ancora capito se questo comportamento è dettato dalla produzione eccessiva di acquolina durante l'attesa della fila, o anche solo durante la fase programmativa e organizzativa, pregustandosi la salsa misteriosa a base di maionese e chissà cos' altro che fuoriesce e straborda da qualsiasi lato, oppure è la paura che tutto si raffreddi troppo velocemente e diventi presto qualcosa di immangiabile e non più così libidinoso.
Lascio ai posteri la risoluzione di questo mistero, io sono sazia e a dir la verità ho anche un po' di acidità di stomaco, ma è stato troppo bello!
Pro e contro circa l'avere un cane di sesso maschile rispetto ad uno di sesso femminile, nel caso preso in esame si parla di Leo, siberian husky di 4 (?) anni e Nuvola, meticcia di 8 anni:
CONTRO
PRO
Riassunto, Nuvola batte Leo per 5 a 2, in questo modo rendo giustizia al mio cane che non potrà più lamentarsi accusandomi di alto tradimento!
Ho fatto la pazzia, o forse solo un favore ad un amico: ho ceduto ad una mini-convivenza di 4 giorni nella mia casetta ligure di soli 30 metri quadri. Colui che ha avuto la fortuna di accedere nella mia dimora è un essere un po' ingombrante, un po' puzzolente a giudicare dall'odore che aleggia nella mia cucina-soggiorno, un po' troppo peloso per poterlo abbracciare con i 40 gradi e l'umidità al 100% che c'è in casa e un po' disordinato dal momento che per bere ha rovesciato tutta l'acqua sul pavimento creando un lago artificiale e poi con le sue zampette bagnate si è fatto un giro delle stanze stampando le sue impronte ovunque!
Sarà quasi come prendersi cura di un bambino, ho dovuto eliminare tutte le cose a sua portata di muso, rendendomi conto che in casa mia lo era circa il 50% della roba, le sue mire sono andate subito al cesto di caramelle sul ripiano della libreria e con mossa fulminea ne ha trangugiata una con tutto l'incartamento. So già che da questa esperienza ne uscirò con una dermatite acuta per tutte le volte che mi lavo le mani, ma immensamente soddisfatta per l'esercizio fisico che mi costringe a fare visto che giochiamo al tiro della fune ogni volta che lo porto fuori, dev'essere che ha un gene che gli ricorda il suo passato ancestrale di trainatore di slitte sui ghiacci antartici!
Tra le altre cose, inizio a capire il motivo per cui alcune donne lo considerano un ottimo surrogato del fidanzato, coccole e leccate a volontà, abbaia di contentezza ogni volta che si torna a casa anche dopo solo 5 minuti che lo si è lasciato da solo in casa, ubbidiente il più delle volte, mai una questione o una litigata se non un po' di risentimento quando non condividi con lui ciò che hai nel piatto, per il resto un' armonia quasi irreale e un forte senso di dipendenza, lui da me, io da lui, è un rapporto perfetto e per niente squilibrato!
Mai più avrei pensato che tornare all'età della pietra mi avrebbe provocato così tanti scompensi... mi trovo in un periodo forzato di disintossicazione da internet e dintorni, principalmente dovuta ad una linea di connessione a 56K che, come potrete immaginare, dopo un anno di alta velocità, connessioni wireless, linea ADSL sia a Bari che a Genova, un po' mi destabilizza e mi proietta indietro di anni luce. Così la mia voglia di scrivere ed aggiornare il blog si adegua alla lentezza della linea e piano piano si sta assopendo; non riesco a seguire gli altri blog, non ho modo di aggiornarmi su quello che accade nel web, non leggo la mia posta da 5 giorni, mi sento completamente tagliata fuori da una fetta di mondo e sono pervasa da una sensazione di non-esistenza, la mia icona su MSN messenger è spenta, per cui non ci sono.
Il mio unico tramite con la realtà per ora sono i quotidiani d'informazione, questi sono i momenti in cui desidero che l'intero pianeta sia cablato e dominato da onde radio che mi permettano di navigare in qualsiasi punto di essa mi trovi, in oceano aperto come nel deserto, in città come su queste colline e chi se ne frega delle eventuali ripercussioni sull'organismo! Deliri a parte, forse c'è del buono in tutto questo, non vivo nell'ansia del post quotidiano, faccio pace con le statistiche e non mi preoccupo dei miei lettori che lentamente si diradano e mi stanno abbandonando uno ad uno, no, vi prego, non ve ne andate ( segue scena madre di me appesa al polpaccio di qualcuno di voi nell'intento di farvi rimanere ). Penso ai mesi impiegati a tentare di promuovere il blog, penso al tempo che ci ho perso dietro, penso che sarà dura a settembre ricominciare da capo, soprattutto perché spero di avere buone nuove per me entro la fine di questo mese, per cui dopo avrei poco tempo da dedicare a questa attività. Invidio molto coloro che riescono ad organizzare le loro giornate facendo un sacco di cose, io al massimo riesco a farne 3 contemporaneamente: parlare al telefono con nimroth, giocare a PuzzleBobble al telefonino e con un occhio ed un orecchio seguire il mio telefilm preferito alla televisione, peccato che il primo non sia affatto contento! Ma quanto all'organizzazione della mia agenda di impegni quotidiani sono veramente una frana.
Eppure in questo periodo ce ne sarebbero di argomenti di cui mi piacerebbe parlare, avrei da dire la mia su Zapatero la cui "coerenza" gli ha impedito di prendere parte alla messa tenuta dal Papa in visita in Spagna o della mia fobia degli aerei post 11 settembre che non mi permetterà di vedere il film " United 93 " così atteso nelle sale e celebrato dalla critica cinematografica, avrei voluto urlare " Campioni del mondo, campioni del mondo " insieme al popolo dei blogger nonostante non abbia voluto vedere la finale, ma mi sia emozionata ascoltando la cronaca degli speakers nella stanza adiacente a quella dove un gruppetto di familiari scalpitava e tifava, godendo nel vedere i nostri cugini d'oltralpe sciogliersi in lacrime di disfatta, col senno di poi sarei corsa da Mediaworld ad acquistare un mega televisore al plasma, ma l'impossibilità nel potermi documentare mi impedisce di cavalcare l'onda dell'informazione in tempo reale, per cui sarei costretta a scrivere in ritardo circa gli argomenti senza sapere se qualcuno li ha già affrontati o qual è l'altrui punto di vista.
Così mi rimane ben poco da dire, se non parlare della noioissima vita in campagna, la cui placidità si ripercuote sui miei ritmi biologici, del frinire incessante delle cicale alle 2 del pomeriggio quando fa troppo caldo per poter minimamente pensare di stare fuori, della privazione della pace alle 6 quando torna mia mamma la quale per rilassarsi pensa bene di spazzare tutto il piazzale antistante i trulli ogni due giorni e quello stridio della saggina contro le pietre è uno dei rumori più snervanti che abbia mai potuto tollerare; 27 estati della durata di circa 3 mesi l'una a sentire quel fruscio metterebbero alla prova i nervi di qualsiasi asceta, quanto ai miei sono già andati da un pezzo! Vi racconterei delle barbarie che si consumano ai danni dei piccoli ecosistemi che governano questi campi, proprio ieri abbiamo sacrificato un intero vespaio che aveva nidificato in una crepa della tettoia del parcheggio macchine, pensate alla comunità di queste vespe che per tutto il pomeriggio hanno cercato le loro uova con la futura progenie che era stata nel frattempo divelta e fatta annegare, gli abbiamo tolto la possibilità di vedere venire alla luce i loro pargoli e gli abbiamo distrutto il lavoro dei mesi precedenti. Il silenzio è la costante dominante, interrotto ogni tanto da qualche cane randagio che abbaia, cicale e grilli sono il suo sottofondo, ma ci si fa presto l'abitudine... tornerò a ripetermi, ma mi sento cittadina a tutti gli effetti, amo avere la possibilità di scelta, so che se ho bisogno di qualcosa mi basta scendere per strada e andare anzichè prendere un mezzo di locomozione e dover raggiungere il paese più vicino, desidero avere tutto a portata di mano, i miei vezzi e i miei confort, poi lo so bene che ci si guadagna in salute allontanandosi dai rumori del traffico e dall'aria satura di smog.
Ci risiamo, solito problema dell'andata, un buco di 5 ore da trascorrere in qualche modo a Fiumicino, il primo volo è stato disastroso, un vuoto d'aria dietro l'altro, l'aereo che ballava e le hostess che hanno smesso di servire esattamente alla fila prima della mia e io che contavo sugli stuzzichini per mettere qualcosa nello stomaco, cacchio, ora come minimo vorrei un buono-pasto a base di caviale e champagne o un rimborso sul mio biglietto di viaggio! Crampi a parte, la caccia al VIP si è aperta e chiusa nel giro di 10 minuti - i miei piedi non ce la facevano a trascinarmi in giro per i vari terminal - giusto il tempo di chiedermi se un tale vestito con stivaloni tipo cow-boy fosse lo smutandato Antonio Zequila e ho incrociato lo sguardo fulminante di Gabriel Garko, la frazione di un attimo e sono svenuta causa mancanza d'ossigeno al cervello ed eccesso di bava; ho guardato in giro un altro po' per avere la certezza di non aver avuto le traveggole e dopo aver verificato che ci vedo ancora bene ( merito del contrabbando illegale delle mie vecchie lenti a contatto ), la caccia si è tramutata in caccia ad una poltroncina libera, chi se lo aspettava che un giovedì qualsiasi in mezzo ad una qualunque settimana l'intera popolazione italiana decidesse di partire!
Io sono cittadina, non vado molto d'accordo con la campagna e i suoi abitanti, serpenti che si calano dai pali del pergolato e si infilano nella gabbia dei miei uccellini, calabroni grandi come elicotteri che sorvolano la mia testa mentre studio all'aperto, vespe che mi volteggiano attorno ogni volta che si pranza fuori, la mia esistenza è costellata di episodi del genere; la natura è stata spietata quando ha dato vita a forme così raccapriccianti di animali... ma a ognuno le sue fobie!
Sintomi: se ci si sente improvvisamente molto male e si manifesta febbre alta, vomito, diarrea, cefalea, mal di gola, vertigini, svenimento, dolori muscolari, macchie cutanee simili ad un eritema solare, bisogna immediatamente rivolgersi ad un medico o ad un ospedale.
E' inutile dire che, eccetto le macchie cutanee, abbia iniziato ad avvertire tutti questi sintomi contemporaneamente; ma no, è il caldo che ti procura giramenti di testa, hai la pressione bassa, sei disidratata... oddio, muoio e sono a 1.000 chilometri lontana da casa, i miei genitori dovranno venire a recuperare la mia salma in quel di Finale Ligure, aiuto!
No, non devo proprio leggerle le controindicazioni e neanche il paragrafo Salute delle guide Lonely planet, quello in cui sono descritte tutte le malattie infettive che si possono contrarre nel paese ospitante; l'ultima volta avevo in mano la guida della Grecia, paese facente parte della Comunità Europea, e sono entrata in paranoia per quello che mi poteva capitare nel caso fossi stata punta da chissà quale insetto o morsa da non mi ricordo cosa, così ogni volta che facevo qualche passeggiata su per le colline, nella campagna aperta venivo colta da psicosi sulle possibilità remote di ammalarmi di qualche malattia rara e letale.
A proposito, quest'anno con la prova costume si va proprio male, ma comunque obiettivo bagno raggiunto, nonostante l'acqua per nulla cristallina.
Chiedo venia, il mio blog non è mai stato così abbandonato a sé stesso come in questo periodo, ma il fatto che mi sia temporaneamente trasferita a Genova non implicava che avrei potuto cazzeggiare così come accade a casa, anzi!
Vivo in uno stato di profondo isolamento, sarà che amo troppo casa mia quando sono sola e gestisco tempi e spazi a modo mio, esco solo per andare al supermercato per provvedere alla mia stretta sussistenza e vado all'università solo in caso d'iscrizione ad un esame o a sostenerlo; ogni tanto il citofono suona, è il mio padrone di casa per riscuotere gli affitti arretrati o è un amico che viene a prendersi il caffè, ancora nessun aperitivo, non so neanche se riuscirò a prendermi una mezza giornata domani per andare al mare a rinfrescarmi dalle temperature invivibili di casa mia, vivo perennemente col ventilatore acceso, anche di notte, puntato verso di me, basta che non mi senta addosso quella sensazione di appiccicoso e sudato così fastidiosa e insopportabile.
A proposito di aperitivi ed happy-hour, mi sono aggiornata sulle novità in campo musicale nazionale e internazionale dell'estate, giusto per rendermi conto che non mi ero persa niente e che la desolazione è vasta in tutto il panorama; all'orizzonte niente di nuovo, in radio passano ancora gli Zero Assoluto con " Svegliarsi la mattina ", ma chi mi sta perseguitando da giorni sul serio è il sempre uguale, sempre stesso timbro vocale monocorde, sempre stesso motivo e stesse note, giusto i testi delle canzoni cambiano, Ligabue che canta " Sei già dentro l'happy-hour, vivere, vivere costa la metà "... è ovunque, la canzone è stata scelta come jingle di uno spot di telefonia, come stacchetto pubblicitario del Festivalbar, un minimo di 25 volte programmata in radio, più le 360 che si sente alla televisione, direi che è candidata al podio del tormentone estivo dell'anno 2006. Il problema non è tanto per il tormentone, quanto per il nostro rocker italiano che, dopo aver entusiasmato le folle, aver riempito gli stadi di tutta Italia, aver lasciato il segno nel cuore di milioni di fan scalpitanti con canzoni come " Piccola stella senza cielo ", fatto urlare tutti in coro " Certe notti ", scatenato la gente sulle note di " Balliamo sul mondo ", essere stato appeso in milioni di camerette adolescenziali sotto forma di poster ( non nella mia, ho già detto che in camera mia, a parte qualche poster di balene o delfini, facce da star non ne sono mai entrate ), aver sollevato i cuori degli stessi adolescenti di prima brufolosi che si ricorderanno del loro primo amore o del loro primo ballo stretti tra le braccia di una timida ragazzina col sottofondo di " Ho messo via ", questo stesso rocker che più volte ha celebrato il suo mito Elvis, ora ha veramente rotto le palle con le sue lagne tutte identiche!
Io ammetto pure di aver visto un suo concerto, il mio primo ed ultimo concerto della mia vita, allo stadio Ferraris di Genova ( più conosciuto come il Marassi ), ma solo perché sono riuscita ad entrare gratis con delle mie amiche grazie ad un poliziotto di nostra conoscenza che ci ha aperto i cancelli anzitempo, ed è stato emozionante solo per il fatto di essere arrivate all'ultimo, fresche come rose, e di essere passate davanti a orde di ragazzini e ragazzine con la bava alla bocca per aver atteso tutta la mattinata sotto il sole ed averlo visto a piedi scalzi sul palco mentre provava da solo con dinanzi a noi un campo da calcio completamente vuoto; poi per il resto mi ricordo poco, se non un temporale improvviso, i vestiti inzuppati d'acqua da buttare via, il rischio che saltasse tutto, lo schiacciamento contro le transenne, la poca mobilità e il suo scivolone con conseguente caduta sul palco per via di una pozza d'acqua... una decina di anni fa era il re della musica italiana, per qualcuno lo sarà anche adesso, ma quello che io non sopporto degli artisti in generale, è il legarsi a vita ad un unico modello che per il solo fatto che ha sempre funzionato e ha fatto vendere, impedisce di sperimentare altri generi o altre musicalità. Lo dico tanto per i cantanti, le cui schiere sono piene di autori di testi simili, stessi accordi e stesse tonalità, quanto per gli attori che recitano sempre gli stessi ruoli, fanno le stesse facce e non si slegano mai dal personaggio che interpretano ( un esempio clamoroso è Hugh Grant che con la faccia da "cattivo ragazzo" che si ritrova, veste sempre i panni dell' "uomo bastardo sciupafemmine", un ruolo che ben gli si adatta anche nella vita quotidiana ).
Per carità, non dico mica che Ligabue debba cambiare genere e passare ad un pop, ma che la smetta di pescare i suoi testi nel linguaggio giovanile e nelle mode e fenomeni adolescenziali per conquistarsi la sua fetta di pubblico adorante, sì, ma soprattutto che la pianti con canzoni spudoratamente commerciali, rock e logica di mercato alla lunga non vanno d'accordo e quelli che un tempo erano adolescenti, nel frattempo sono cresciuti e non si riconoscono più nelle parole delle canzoni... cresciamo noi, deve crescere anche l'artista!